Guido Horn-D’Arturo e gli specchi a celle esagonali.

Guido Horn-D’Arturo, di origini triestine, diresse l’osservatorio astronomico universitario di Bologna dal 1921 fino alla sua morte, nel 1967.
Negli anni ’30 ebbe l’intuizione di suddividere gli specchi dei telescopi riflettori in celle esagonali, per alleggerirne la struttura e superare i molti limiti tecnici della fusione in vetro a pezzo singolo.
Tentò di brevettare la sua invenzione, ma dovette fuggire dall’Italia in seguito all’approvazione delle leggi razziali. Rientrato dopo la guerra, portò a termine il suo lavoro pionieristico, costruendo lo specchio che vedete in foto, dall’aspetto sorprendentemente moderno, del diametro di 180cm: un record assoluto per l’epoca.
Gli appassionati di astronomia lo conoscono anche perché fu il fondatore della rivista Coelum, una delle prime pubblicazioni astronomiche indirizzata anche ai non professionisti.

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Bologna, Teatro di Anatomia.

La sala venne progettata nel 1638 dall’architetto Antonio Paolucci, allievo del Carracci, per le lezioni di Anatomia degli studenti di Medicina. La sala è interamente rivestita in legno di acero e decorato con statue lignee che raffigurano i medici dell’antichità. Una figura femminile seduta, allegoria del’Anatomia, riceve come omaggio da un putto alato non un fiore, ma un femore.

Il Teatro Anatomico ha subito gravissimi danni nel bombardamento del 29 gennaio 1944 ma è stata ricostruita nell’immediato dopoguerra riutilizzando le sculture lignee originali, fortunatamente recuperate dalle rovine.

«Non c’è bisogno di viaggiare nel tempo per essere degli storici.» – Isaac Asimov, biochimico e scrittore.

Tratta da “La campana canora” (The Singing Bell, 1955, prima edizione italiana nel 1966)

Dolcezza monumentale

Nel 1880, Re Leopoldo II commissionò la costruzione del Parc du Cinquantenaire (Jubelpark), per commemorare i cinquant’anni dell’indipendenza del Belgio.

Il parco, nel centro di Bruxelles, è dominato da un grande edificio ad U, usato per l’Exposizione Nationale del 1880, e oggi struttura museale.
Il culmine della U è costituito da un triplo arco (la cui versione definitiva attuale fu realizzata solo nel 1905).
Nella foto potete ammirare una riproduzione del triplo arco commemorativo, realizzata interamente in cioccolato, conservata presso il Museum of Cocoa and Chocolate di Bruxelles.

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